(Immagine di Francesca Anita Modotti)
Ma chi se
ne frega. Mi chiudo a riccio. Basta così. Questa è una commedia. La burla di
uno schiavo. Cosa farei se fossi un altro non lo so, non l'ho mai saputo e non
lo saprò mai. E' il dato di fatto. La logica. O il baratto che se ne fa con
l'insondabile lì dove la logica non può proprio andare a parare, a verificare.
Nei fondali si nascondono le creature più affascinanti e misteriose. I padroni
in superficie tirano il carretto e ridono a teatro, e intanto la tequila ti
ritorna su dal naso, il fegato urla. Un momento impossibile, non quantificabile
in termini di assuefazione alla morte. Il tema è sempre quello dell'avvelenato.
La confusione è quella degli occhiali sopra al naso, della vista appannata,
nebbiosa la mente, vaporose le idee, fantasiose. Un mondo di miti fatti a
matita sui muri di casa nell'attimo che attraversa il tempo, utili solo adesso
in questo momento.
