domenica 11 settembre 2011

Secondo sogno dell'india (riferito da terzi e coniugato al passato) - Il racconto del reduce


(Foto di L. B.)

"i soldati romani vincevano grazie alle corazze"
(Uomini contro - F. Rosi, 1970)

se non sai cos'e' "Uomini contro" GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK

Al momento di imbarcarsi sul mercantile che l’avrebbe ricondotta in patria, l’india, si tocco’ la natica destra ancora dolente, e poi piu’ su la fronte, dove la pelle bollente promise un viaggio d’inferno trasfigurato dalla febbre.  Era, ne sapeva abbastanza di queste cose, il risultato del metodo di reclutamento copiato alla bibbia e a dio in persona. E chi siamo noi per declassarlo a semplice opinionista, dio? sostenne un tenente. Quindi come Caino anche l’india si ritrovava un segno indelebile nella carne, come se non fosse stato giudicato sufficiente quello serio e di traverso, che come un giavellotto le solcava il corpo arruolato e abbattuto da tanta disgrazia. In attesa con lei, sul molo, l’india ebbe modo di vedere un mischiume d’indigeni d’altri luoghi, tutti in fila a culo all’aria, e tutti riconoscibili per quel portamento spezzato. E poi ovviamente per il numero marchiato a fuoco li’ dove e’ piu’ bianco. Chiaramente nessuno di questi era in grado di sedersi, ancora, e piegati muovevano passi incerti, come vecchi chinati dalla gobba. Il sole sbatteva i menti a terra, e nessuno parlava. Fuorche’ un uomo disteso sul fianco, ad uncino, le cui ossa chi piu’ chi meno, ognuno calpestava. Quell’uomo aveva la barba bianca e un occhio guercio, nessun bisogno d’altro che di acqua e aria con cui scrivere un promemoria. Tornava da una vecchia campagna dimenticata, durata dieci anni, e piu’ niente di interessante vedeva nel mondo da suggerirgli di alzarsi. Aveva addirittura abbandonato le scarpe ai lati dello zaino, incurante. Benche’ l’esperienza avrebbe dovuto insegnargli quanto conta la calzatura in trincea, o nei luoghi meno preparati ad ospitare gli umani. Aveva cominciato a strillare qualcosa come spostati o non mi schiacciare. E poi altre cose come passami la zappa che il forcone l’ho gia’. Aveva iniziato a tossire, in preda a qualche tisi. Ed infine aveva rotto gli indugi e aveva preso a ridere e inveire. Cosi’ dalla bocca canuta si sentirono uscire certi improperi prelibati, che segnalavano in quell’uomo un gran viaggiatore, un essere persino raffinato. Attento, questo e’ sicuro, agli usi e ai costumi che aveva incontrato nel viaggio. E magari quella sfortuna di essere sopravvissuto, qualcuno pote’ in alcuni frangenti scambiarla addirittura per coraggio. Benche' non si seppe mai cosa aveva messo al primo posto della lista sotto la voce maledizioni. E per la verita’ neanche al secondo, e neanche al terzo e cosi’ via che troppo era malandato per non bofonchiare in elenco voci nulla affatto chiare. Di sicuro quelli che pronunciava erano nomi. Forse di persone forse di bandiere, di pensieri o di colori. E presto il suo mormorio fu soffocato dal Generale incaricato, che montato il palco, invito’ gli astanti ad essere fieri di partecipare al futuro dimenticando il passato e rinunciando al presente, che tanto ormai era piegato e stanco.

17 commenti:

  1. I sogni dell'India cominciano ad affascinarmi assaje ;)

    RispondiElimina
  2. @Sabrina Ancarola questo blog ne sara' pieno. di sogni dell'india e di sogni dell'india riferiti da terzi coniugati al passato.

    RispondiElimina
  3. L'unico appunto che ti faccio è quello del layout, io già porto due paia di occhiali, un paio fissi e uno da lettura, nonostante gli accorgimenti il tuo bianco sullo sfondo nero ecco..me sta accecanno de brutto fijo mio!

    RispondiElimina
  4. @Sabrina Ancarola da talpa occhialuta a talpa senza occhiali.. ti capisco. ma senza sfondo nero non mi sento a casa...

    RispondiElimina
  5. Insisto, anche io all'inizio avevo un layout del genere ma il fastidio alla vista rischia di far godere meno della tua scrittura, secondo me si può trovare un buon compromesso ;)

    RispondiElimina
  6. ...suggerisci il compromesso.... :) (ripeto, la mia comprensione a tutti i ciecati del mondo nel cui numero m'annovero)

    RispondiElimina
  7. sfondo nero e i post sul bianco con scritta nera, l'unica cosa è provare provare provare provare provare (cit. Non ci resta che piangere)

    RispondiElimina
  8. ok, faro' come i BEATLESS, anche se non sono americani.

    RispondiElimina
  9. Sai io ho l'album bianco originale (mi sparo le pose ;)) Non so prova con le varie combinazioni già in voga qua, ho senti un Nerds e se lo trovi presentamelo, li adoro!

    RispondiElimina
  10. dai adesso grigio su nero con carattere piu' grande si legge meglio..... per il momento non ce la fo ad andare oltre.. :) un nerd in che senso? ci sono tutti i compagni di uni di mio cugino fisico se vuoi...

    RispondiElimina
  11. Il nerd potrebbe aiutarmi nel mio progetto della macchinetta del caffè telecomandata, una volta realizzato il brevetto potremmo vivere felici con il ricavato♥
    (ottimo compromesso mon cher;))

    RispondiElimina
  12. conosco un nerd di quelli che stava in fissa col teletrasporto. magari non servirebbe nemmeno ricavare niente se vi dice bene... (merci ma chere)

    RispondiElimina
  13. Bella l'india...
    indugio, indugio sempre!

    RispondiElimina
  14. @sabrina ancarola si ne possiamo parlare, ma tra il dire e il fare, c'e' in mezzo il mare... :)

    RispondiElimina
  15. @Marta l'india sogna sempre la guerra. e' un personaggio fisso con attivita' fissa di questo blog.

    RispondiElimina