lunedì 24 ottobre 2011

Lot - Moglie al sale



(Fotografia di Francesca Anita Modotti)

Rivoluzionari per vocazione, e non per capacita', fanno piu' male che bene ed io con loro, in pura incoscienza. Sulle calde braccia del giorno, di sponda al fiume, facevo penitenza a questa consapevolezza raggiunta. contemplando un limite. Il faro sul molo, di fronte al capanno da pesca di mio nonno che pero' affacciava al mare, mi inviava preoccupanti segnali in contrasto apparente tra loro. Da un lato proponeva visioni romantiche di nascondigli desolati, disertati dal mondo eppure meravigliosi, o forse proprio perche' meravigliosi disertati. Dall'altro mostrava il delirio di arroganza, di supponenza, di prudenza, giocando a estrarre la meraviglia e spremerla in qualche olio essenziale. Fino a bruciare la pelle, fino a farla reagire, come per strapparla al limbo, al fumo delle fabbriche e ai colori amari di un cementificio. Un artificio e' questo, pensavo. Un fuoco pirotecnico alla festa di una qualche madonna crollata. Impiccata sotto al ponte dei liquami, allo scarico dei sandali neri. E dove siamo stati ieri? E dove saremo domani? e altri dettagli d'indagine tipo, cosa fai di questo arancio torto se il pensiero non ti dorme accanto? A chi ridi? A chi chiedi di metterti a letto, di portarti un difetto da nulla in cambio di qualche tragedia, di qualche conflitto insanabile? Le onde piu' grandi spazzano il molo. Un bambino scansa l'acqua salendo sul primo gradino della scala intorno al faro. Poi non basta piu' il primo e tocca saltare al secondo. Finche' il mare non s'infuria e non basta piu' il terzo per salvare le scarpe. Ecco, si gioca con la sabbia del deserto e con l'acqua del mare. Per vocazione e non per capacita', facendosi ne' bene ne' male. Contemplando il limite che riflette narcisi e statue di sale. Mentre la regola e': mai girarsi a guardare.

20 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=Hy0Xtiv_wB0

    RispondiElimina
  2. E i sottoaceti niente? ( a colazione fanno male infatti...). Buongiorno. -Sucre.

    RispondiElimina
  3. I fari mi hanno sempre trasmesso un po' d'inquietudine.
    Credo sia colpa di certa letteratura...

    RispondiElimina
  4. @Sucre LMA fa sapere che gli brucia gia' abbastanza cosi' lo stomaco... :)

    RispondiElimina
  5. @Marla Singer io ci ho scritto la mia prima canzone, sopra ad un faro... figurati..

    RispondiElimina
  6. @sabrina ancarola si ma questa mi piace di piu' http://www.youtube.com/watch?v=BOD5Xoq0AFU

    RispondiElimina
  7. Ah, che peccato. Per la colazione non vanno bene, ma a pranzo sarebbero già qualcosa... i sottaceti. LMA dovrebbe ben sapere che di questi tempi i bruciori di stomaco non mancano a nessuno ( o quasi). ... Il faro a me piace. Mi sta simpatico come posto, anche uno sperduto e abbandonato in cui sono stata una volta. Non era il faro a essere inquietante, ma era semmai imponente la "forza" della natura che lo cincondava. -Sucre

    RispondiElimina
  8. @Sucre "costruiamo un faro intergalattico per comunicare con il fondo dell'umiverso!!!", disse uno, ma non lo capirono dato che le lingue erano state confunse proprio per evitare che gli esseri umani prendessero iniziative del genere :)

    RispondiElimina
  9. mio fratello ha fatto tutto un lavoro musicale sui fari :-)
    di notte li vedeva illuminati e di giorno li immaginava...
    http://www.giuseppegavazza.it/aggiuntiva1/Semafori-all-web.html
    SEMAFORI
    Giuseppe Gavazza | Sound & Film
    Site: La Napoule, France
    Italian : semaforo
    English : traffic light
    French : feu
    Semaforo comes from Greek σεμα (meaning) e φερω (to bring) Italian: faro
    English: lighthouse
    French: phare
    A lighthouse is a semaphore: a bringer of meaning.
    Every lighthouse has its own voice: its rhythm and colour declare its location. Lighthouses are visual sirens: in Italian sirena means both siren and mermaid. During my residence in 2000 at La Napoule Art Foundation I filmed the eight lighthouses I could see from my room: an eight voice visual choir.

    I have created a synchronised artificial audio to reveal each lighthouse's voice, transforming this luminous choir into an audible polyrhythmic one. This has been overlaid onto the original natural soundscape recorded in 2000. For the installation in the Bank Gallery each video with its accompanying audio will be transmitted through eight separate screens in the similar silent and dark space.

    RispondiElimina
  10. @luisaluz grazie del link grande Luisa :9

    RispondiElimina
  11. Scrivere canzoni è una di quelle cose che avrei tanto voluto fare, ma ci son negata. Un po' come dipingere. Le cose che mi piacciono di più sono quelle che non so fare, grrr...

    RispondiElimina
  12. @Marla Singer invece scrivere canzoni e' uno dei miei pochi talenti. sicuramente quello che amo. (con un nick come il tuo dovresti scrivere canzoni o sviluppare il fiuto per trovarne delle belle)

    RispondiElimina
  13. La rivoluzione ha sempre in sé qualcosa di romantico. E io sono una guaribile romantica. [..ed essendo pure stonata come una rana con raucedine, chiederò asilo ad uno stagno].

    RispondiElimina
  14. @Emma Peel la rivoluzione e' un pensiero nuovo che vive adesso. (non ho mai conosciuto un romantico guaribile)

    RispondiElimina
  15. che meraviglia questo pezzo Kap! che meraviglia!

    RispondiElimina
  16. @Kapperi capperi che pezzo! :)

    RispondiElimina
  17. Kapperi è il prolungamento di Kap ed è il nick che avevo scelto tempo fa per leggere la raccolta dei tuoi vecchi post.Notte lupo! ovviamente da lupacchiotta ^__^

    RispondiElimina
  18. @Kapperi infatti mi ero chiesto all'inizio vedendo il nick se avesse a che fare col mio... ciao lupacchiotta ;)

    RispondiElimina