martedì 21 giugno 2011

Un po' porno - Ancore

@rosibetti rubino... i tuoi assi migliori quindi sono assi invernali. o di estati passate al chiuso. o a spalmarsi creme a protezione totale.


(Fotografia di Francesca Anita Modotti)

Era estate, si lo era. Dal sole lucido scendevano i raggi come comete piovute giu' in fondo al cratere, dritto da sopra la luna. La luna non piove, mi dicesti, e intanto ti lucidavi le gambe con una specie di cera, almeno mi sembrava. Le api in compenso si facevano ronzare intorno dalle mosche, malgrado miele e merda avessero poche proprieta' sensibili in comune.
Comunque era estate, questo e' sicuro. Mia sorella, agganciata ad un'ancora, risaliva il pendio nevoso. La neve d'estate non era una cosa comune per noi della pianura.
Il ghiacciaio si lucidava a notte, spalmandosi di qualcosa che non era e non c'era. Tuttavia al mattino la trovavi. Era evidente. Il ghiacciaio brillava piu' del sole, e piu' ancora della tua pelle. Ti invitai a ballare, ma ero troppo basso per stuzzicarti con l'idea. Mi arrivi all'inguine, dicesti, torna quando avrai finito le medie. Io pensai che l'inguine non era poi tanto male, e che probabilmente tra 10 anni mi avresti chiesto di scendere alla sua altezza. Al suo livello. Invece per sciare, quell'estate, dovevamo arrampicaci sul ghiacciaio. Una vera odissea ogni mattina. Chi ce lo fece fare? Ma mio padre ovviamente. Mio padre da giovane spiava insieme a mio zio, le donne senza reggiseno che pigliavano il sole sugli scogli. Invece sul ghiacciaio mi lasciava solo accanto alle bagnanti. Alle pelli abbronzate e ai trucchi del mestiere che non conoscevo ancora.
Cosi' lucidandoti mi guardasti e io ti riconobbi. Sei la nostra vicina di stanza giu' al residence, mi lasciai sfuggire.
Depilami l'inguine con battiti di ciglia. E tu giu' con la storia delle medie da finire.
La sera tornai alla stanza trascinando mio padre per il bavero. All'occhiello tenevo invece mia sorella, che a quell'ancora era rimasta agganciata e mai piu' avrebbe avuto fiducia nei mezzi meccanici a traino. Tanto che, parecchi anni dopo, avrebbe preferito spingere la sua seicento piuttosto che legarla alla jeep del suo ragazzo.
Il ragazzo di mia sorella aveva un soprannome. Gli veniva dalla sua carica sessuale incipiente. Quando me lo presento' io risi, perche' gia' sapevo, e non fu una bella cosa. Fui anche tentato di dargli una pacca sulla spalla e chiamarlo "cotoletta".
Tu invece, spalmandoti le cosce di quella sorta di cera, pareva quasi che ti preparassi a farmi azzannare.
All'epoca solo io sapevo essere deserto a me stesso. Assente alla prua come la nave quando l'onda la rimpiazza: Per pochi istanti o per l'eternita'.
Vedo gia' le croste sulle tue cosce. Alghe, coralli, pesci tamburo col dito medio alzato. Qualche scheletrico pirata, un forziere e l'uncino di un capitano poco fortunato. Quanti anni passati invano, diobono! Tuttavia so anche che cospargersi di creme a protezione totale non avrebbe cambiato il corso di nessuna storia.

20 commenti:

  1. fusione di ricordi,sole e ghiaccio,mischiato ad un desiderio che cambia proprio come la pelle quando si abbronza.

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  2. il genere tira...

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  3. ma sono io che nel sottotitolo vedo il mio nome? dovremmo tutti essere succubi dei raggi UV.

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  4. mi fermo a prendere un caffè qua leggendoti, grazie

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  5. @sorella... dici le ancore...? : ))

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  6. @rosibetti... nono, questo post e' innestato al blog tramite nostra interazione in commento al post precedente. (io sono vampiroide)

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  7. @sabrina ancarola eventualmente volessi, c'e' anche l'area fumatori.

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  8. @ Artemisia1984 ora non resta che capire de che.. : ))

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  9. bello. Mi piacciono le cose lucide, come il cielo anche se a volte fa male.

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  10. @ Laura ..io invece preferisco le cose opache, le ombre. al limite il cielo lo preferisco terso. ecco, mi piace soprattutto quando cade.

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  11. l'accostamento tra il ghiaccio e il desiderio è davvero molto efficace, avvincente... Bellissima descrizione...Ciao grande Kap :-)

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  12. com'è che l'ora è così strana? vediamo che ora viene fuori a me. 7 e o9

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  13. @luisaluz... le cose si accostano da sole, mi fanno le sorprese... : )

    @anonimo ah nn so... gli orari sono tutti sballati

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  14. bella sensazione essere deserti di se stessi...non avere niente in testa.....anzi....solo ed esclusivamente quel pensiero fisso che ti porta in giro.....come si dice per pochi istanti o per l'eternità...in maniera sublime.

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  15. poche idee ma fisse, come diceva qualcuno.

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