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domenica 26 giugno 2011

La botte piccola

La legge non puo', non vuole e non deve essere uguale per tutti


(Fotografia di Francesca Anita Modotti)


“Sono buono, sono il più buono. L'essere eletto sul palco al centro della piazza. La piazza è di marzapane e la mia collega è una smorza pene. Se non ci credete fate caso alle dimensioni della botte. 
Regaliamo trofei arredati d'ostia e vino frigido zampillante. Come se ci fosse una sorgente nella nostra cantina e una cantina nella nostra carne.
E io sono buono, sono il più buono, e getto via a piene mani fede e curiosità. Mai feci del male nella vita e mai più ne farò. Ho anche pietà di chi mi è sottoposto, di chi mi è affidato. Di chi ha sbagliato, e per l'errore adesso paga, e anche di malavoglia lo fa.
Quando serro la porta della cella, mai sputo addosso ai derelitti. E dire che quelli urlano e imprecano, e io li sento. E mi sventrerebbero, Dio solo sa se è vero, se appena ne avessero l'occasione. Sono le occasioni quelle che bisogna negare a certa gente. Altrimenti il mondo dove finirebbe?
E dove finiremmo noi buoni? Noi rispettosi del rispetto, noi vogliosi di storie di letto, noi uomini di paglia, un po' vili, un po' culosi, un po' callosi anche - alcuni. Ma chi ne ha avuto scampo no, i calli no, non li conosce. Al limite quelli come me conoscono le chiavi, le celle, la ramazza. Qualche natica da leccare. Una fidanzata da andare a trovare quando è giorno di pausa,  quando si può andare al mare.
Avrò un figlio, con la mia bella. Un giorno forse l'avrò. Perché ne ho l'occasione. E non mi spiego cosa voglia in cambio chi ingravida a destra e a manca e nel tempo libero non trova di meglio che nascondersi in una prigione.
Io sono buono, sono il più buono. Aspetto un'altra bontà e nel frattempo conservo questa.
La tengo stretta perché so bene due cose io: so di essere nato senza ali e che non tutte le occasioni sono uguali.”