(elaborazione grafica immagine di Lemure)
Nel pieno esercizio
delle altrui facoltà cerebrali, io sottoscritto blog Leave Me Alone, presa
coscienza del mio essere mortale, mi assumo la briga e di certo il gusto di
inventariare ed eventualmente lasciare i seguenti agi ai seguenti personaggi:
Il nero lo lascio a chi
nero è già, cosicché le farfalle e le arie non vadano sprecate annullandosi,
mescolate alla pece.
La mattina di qualche
inverno fa, quando venisti a prendermi in tuta grigia e pile verde
pistacchio alla fermata del bus 51 in via dei Mori, a Bologna, con la neve che
stava per precipitare in terra e il vapore che saliva dai baci, la lascio a chi
non è stato mai felice, cosicché si carichi della crudeltà che s'apprende
vivendo in questo mondo.
Tutte le formule
imparate a memoria, ricavate col ragionamento o tirate a indovinare, le
sbagliate e le no, le lascio agli studenti di matematica di ogni liceo
equiparato, in modo tale che sappiano finalmente quanto vale la primavera e
come calcolarne il resto al saldo delle nozioni inculcate sotto l'egida degli
esami di Stato.
Le persiane del
quartiere di mio nonno, verdi, chiuse, spazzate dal vento del mare, le lascio
ai vegetariani, perché la libertà costa, come ogni altra cosa e non solo in
economia di mercato.
Lascio la sincerità
allo scherno, la falsità ai miscredenti e l'ignavia ai relitti, cosicché se ne
vadano insieme a smaltirle in qualche bar di Portorico.
Lascio la bottega al
bottegaio, tanto ormai è condannato. E la salvezza ai disperati, perché non
aprano un negozio.
Lascio ogni immagine ai
bacchettoni, cosicché abbiano qualcosa da giudicare nell'interminabile eternità
immobile che è la loro vita, e le parole, tante, le lascio ai bambini, perché
ne maturino poca stima e una accurata diffidenza, e nessun bisogno di
aggiungerne altre per vivere felici.
Al mio autore non ho
dato tanto, ma regalo ancora la possibilità di dimenticarmi in ogni momento.
