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martedì 11 ottobre 2011

Eh! ...se domani...! (E sottolineo Eh!)


(Foto di Francesca Anita Modotti)



Mi placa questo ultimo sole d'ottobre, che batte sui liquori quand’è mattina e che ci dorme fino anche al pomeriggio. Miste a muco e promiscuità animali, ad attività collaterali,  le impressioni restano su vertigini inconsuete, su spoglie d’angeli supposti, non verificati, e sopra pochi eroi, quasi dimenticati. Nelle stanze arancio della tua infanzia, occupate da una evoluzione di ciò che fu tuo fratello, sopra il muro c’è una tacca per ogni crepa che ha scolpito nel cuore. Lui, povero piccolo spacciatore. Io sono già povero di mio, cosa devo aggiungere a questa dichiarazione? E' un problema se nessuno crede ai poveri? Se i ricchi, nostri interlocutori necessari dentro a una sciocca dicotomia, mentono e sono incapaci a realizzare che esiste altro, oltre alla truffa…? Nel trionfo di lenzuola sudate servirebbe uno scafandro per immergermi a cercarti. L'immersione dipinge bene la nostra chiesa: una teoria isolata sui colli. Inventiamoci il modo per passare le ore mentre fuori il reattore impazzisce. Mentre il mondo esiste. Mentre tutto ci scorre attraverso, ed è già tardi su questo spigolo del pianeta, a un minuto dal salto. Chi l'ha detto che non stiamo su di un piatto, pidocchi sulla testa del Battista? Come se quello che vediamo facesse fede a un metro attendibile di valutazione... come se ciò che non vediamo, ciò che ci riferiscono, avesse maggiore diritto all'occasione. Ecco: adesso le Colonne d'Ercole sono sul lato che non pensi, lì dove non sei arrivato mai. Dove tutto precipita in un colossale impatto col lago infinito di numeri e quanti. La verità, mentre scivolo da questa cascata, è che posso solo ammirare. E ne sono felice, è la sola voglia che ho. Voi no? Voi volete altro che questo momento chiamabile vita? Volete il gioco, il trucco, il segreto custodito nel ventre di vacca? Ah, se il domani fosse impossibile anche solo da pensare! Se fosse inimmaginabile. Se fosse come sono le Colonne d'Ercole. Un mito da superare.