mercoledì 15 giugno 2011

Sant'Elena attende - Malacoda, post n 4

All'antivigilia di Natale, quando avevo 5 anni, andai al mercato coperto del mio paese con mia madre e mia nonna.

[...]

Come se avessero, al contrario di me, un passato su cui saldare i pilastri dei loro discorsi.

[...]

Con un coltello gli bucarono il collo e lasciarono che il sangue colasse.
Io avevo un dito in bocca e stavo a pochi passi dal quadro.

[...]

E rimasi attonito col dito in bocca anche quando la busta mi corse addosso alla cieca.

L'odore della morte permane a lungo. Specie se si posa sugli uccelli.

[...]
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E' per questo che penso a quel giorno al mercato coperto del mio paese, mentre brucio lo zaino.

7 commenti:

  1. ..storia de polli e de galline.

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  2. mamma mia...bella però. Fa riflettere.

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  3. un odore che fa riafforare ricordi,ieri mentre rientravo a casa,sentivo odore di erba bagnata,e mi piace,perchè con la mente ritorno alle mie vecchie passeggiate inglesi ,quando adolescente studiavo all'estero.mi hai fatto pensare anche alla petite madelaine di Proust...e a mia zia che non c'è piu'..e che ogni tanto uccideva e spennava galline,ho ancora la scena impressa di quando tagliò la testa e la gallina scappava per casa.(quanti ricordi)perdona le chiacchiere eh :) ma leggendoti,hai stimolato un po' di cose.

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  4. @Laura specchio specchio delle mie brame.. : ))

    @soleilinside... ma scherzi? fai fai... : ))

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  5. quante sensazioni... anch'io andavo al mercato coperto della mia città, con mia madre, ed ho un ricordo "vivo" di tutti quei polli e quelle galline, nelle gabbie... Mi ricordo anche la zona in cui li vendevano... sotto la scala che portava al piano superiore (ora il mercato c'è ancora, ma non c'è carne viva in vendita, in città nessuno più sa uccidere polli). Io ero una bambina e chiedevo a mia madre di comprarne qualcuno, per riportarlo a casa e tenerlo con noi. Mi ricordo che lei mi diceva "ma poi si devono uccidere, mangiare". Mia madre non avrebbe saputo ucciderli ma sapeva comunque di farlo "per delega" quando ne comprava la carne. Poi ricordo un altro episodio, in campagna... una contadina doveva uccidere un pollo, il nostro pranzo, ed io l'ho seguita dove l'ha ammazzato ma non sapevo che lo avrebbe fatto. Non mi ha "preparata", per lei era un atto quotidiano, normale. Ora vedo sincerità in quella "brutalità". Mi chiedo se non dovremmo anche noi trovare il coraggio di uccidere ciò che mangiamo oppure... rinunciare a mangiarlo... Il puzzo di morte rimane

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  6. si ma probabilmente, solo finche' vivi.

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